

SETTORE ECONOMICO - indirizzo: Amministrazione, Finanza e Marketing
SETTORE
TECNOLOGICO -
indirizzo: Costruzioni, Ambiente e TerritorioIl P.O.F.., piano dell’offerta formativa, ((art. 3 del D.P.R. 8.3.99 n.275) e’ il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale dell’Istituto ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare educativa ed organizzativa che la Scuola adotta nell’ambito della propria autonomia.
Esso è coerente con gli obiettivi generali ed educativi fissati a livello nazionale e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell’offerta formativa. E’ un documento in progress che si rimodella in base alle mutate esigenze dell’utenza.
Elaborato dal Collegio dei Docenti sulla base degli indirizzi generali deliberati dal Consiglio di Istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri dei genitori e degli studenti, esso è adottato dal consiglio d’istituto.
Il P.O.F., reso pubblico, è consegnato agli alunni ed affisso all’albo della Scuola.
L’ISTITUTO D’ISTRUZIONE SUPERIORE
“DUCA D’AOSTA”
L’Istituto d’Istruzione Superiore “Duca D’Aosta” - Istituto Tecnico ad indirizzo “ Amministrazione, Finanza e Marketing ( correlato al settore economico) e ad indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio ( correlato al settore tecnologico) - ha sede ad Enna Bassa, in una vasta area destinata a sede di istituzioni scolastiche e delle facoltà dell’Università Kore.
L’Istituto d’Istruzione Superiore “Duca D’Aosta” è ubicato in un edificio a due piani circondato da un vasto cortile, in parte giardino e in parte zona parcheggio , in cui trova spazio anche un campetto per attività sportive outdoor.
La scuola, interamente cablata con una postazione multimediale in ogni aula, è dotata di aule, ampie e luminose, distribuite al primo e al secondo piano. Il pianterreno ospita la presidenza e gli uffici di segreteria, dotati di postazioni multimediali collegate in rete. Vi si trovano, inoltre, una palestra ben attrezzata, un ampio auditorium, una moderna biblioteca, anch’essa multimediale, ed un bar cui gli studenti possono accedere dall’interno e dei cui servizi di ristoro possono fruire prima dell’inizio delle lezioni e durante l’intervallo.
La scuola è dotata di aule destinate ad attività tecnico-pratiche e di laboratorio:
sono presenti una sala proiezioni, un’aula di Trattamento Testi, un‘aula sede del Centro “Europa Club”, tre laboratori di Informatica multimediali, uno di Scienze della Natura, uno di Scienza della Materia e uno di Lingue. Questi due ultimi sono stati recentemente trasformati da tradizionali a multimediali, tutti destinati al settore economico. Il settore tecnologico è dotato di un laboratorio di Fisica, uno di Topografia, uno di Scienze, un’aula di Disegno, un laboratorio di informatica multimediale, uno di Lingua straniera, nonché di una Biblioteca tecnica.
Il “Duca d’Aosta” accoglie alunni provenienti da Enna, Enna Bassa, Villarosa, Calascibetta, Leonforte, Pietraperzia, Assoro, Pergusa, Nissoria, Villapriolo, Valguarnera, Barrafranca, Agira, Catenanuova e Regalbuto servendo così un bacino d’utenza che trascende i limiti del territorio comunale.
Per l’anno scolastico 2010/2011, la Scuola conta 388 iscritti: 217 suddivisi, nel settore economico, in nove classi : una classe ad indirizzo Amministrazione ,Finanza e Marketing , 6 classi, del previgente ordinamento, ad indirizzo Giuridico – Economico–Aziendale (I.G.E.A.) e 2 classi, di corso serale, ad indirizzo Progetto “Sirio”, 171 suddivisi su una classe ad indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio e 8 classi, del previgente ordinamento, ad indirizzo Geometra.
Il corpo docente è composto da 46 insegnanti, di cui i più con nomina a tempo indeterminato, residenti nel capoluogo o nei comuni vicini, condizione che assicura continuità e la realizzazione di progetti a lungo termine.
Il personale A.T.A. è composto da 15 unità, di cui 1 Direttore amministrativo, 4 assistenti amministrativi, 4 assistenti tecnici e 6 collaboratori scolastici. Il servizio di pulizia è affidato ad operatori esterni.
La scuola si pone già da tempo come polo di attività volte a favorire la crescita culturale e professionale degli allievi ed ha, infatti, nel tempo promosso in tal senso
· progetti didattico – educativi;
· stages aziendali;
· corsi post – diploma;
· progetti PON e POR volti all’ampliamento dell’Offerta Formativa;
· visite guidate e viaggi di istruzione;
· corsi IFTS;
· attività sportive;
· conferenze e dibattiti con esperti del mondo del lavoro e della cultura;
· partecipazione a concorsi in ambito comunale, provinciale, regionale, nazionale ed europeo.
LA SCUOLA E IL CONTESTO TERRITORIALE
La situazione della provincia di Enna presenta, nel quadro economico regionale complessivo, connotazioni di crisi e marginalità.
Il reddito pro capite è, infatti, tra i più bassi d’Italia e la provincia si colloca tra i primi posti nella graduatoria nazionale per tasso di disoccupazione. La popolazione presenta, pertanto, notevoli flussi migratori sia all’interno del territorio nazionale che per l’estero.
Altro dato rilevante è il tasso elevato di nasci- mortalità delle imprese, il che fa supporre un processo di continua modificazione e di conseguenza di trasformazione degli sbocchi occupazionali.
Per quanto riguarda l’apparato produttivo, la prima fonte d’occupazione è rappresentata dall’agricoltura, seguita dal commercio, dall’artigianato e dall’industria.
Le risorse endogene sulle quali la provincia può costruire le proprie prospettive di crescita economica e civile sono principalmente riscontrabili in una vocazione agricola e zootecnica, e in una, altrettanto significativa, turistico - culturale.
Particolari potenzialità offrono le produzioni di grano duro, di pesche tardive leonfortesi e di formaggi tipici, e di recente si è prestata attenzione, da parte dei governi locali, al patrimonio archeologico, culturale e ambientale, offrendo così, una reale possibilità per il lancio di una strategia di sviluppo volta alla valorizzazione e fruizione dei beni e al potenziamento del settore turistico.
Altre prospettive sono rappresentate dal comprensorio industriale della Valle del Dittaino e dal settore manifatturiero e tessile.
La provincia, nella città capoluogo, dove è ubicata la scuola , si presenta con una caratterizzazione socio-economica ben delineata: il settore terziario e dei servizi connota, infatti, quasi l’intero tessuto produttivo. Ciò è dovuto alla presenza di sedi amministrative di diversi enti ed istituzioni: Stato, Regione, Provincia, Azienda Ospedaliera, AUSL nr.4, e, soprattutto, dell’Università Kore. Quest’ultima, come quarto polo universitario regionale, rappresenta uno straordinario ed efficace volano di sviluppo dell’intera realtà territoriale.
A tal proposito, ai fini della carriera scolastica degli studenti e per la specificità dei due indirizzi di studi attivati dalla scuola, particolare importanza assumono i diversi corsi di laurea proposti dall’Università, in ambito amministrativo, giuridico -economico, nonché ingegneristico, architettonico e ambientale, in una oggettiva continuità tra i due ordini di studi.
LINEE GUIDA PROPOSTE DAL CONSIGLIO D’ISTITUTO A.S. 2010/11
Il Consiglio di Istituto, in vista dell’adeguamento e della successiva elaborazione del POF per l’anno scolastico 2010/11 ha proposto al Collegio dei Docenti, che le ha fatte proprie, le seguenti linee-guida:
· Promuovere iniziative di orientamento scolastico in ingresso programmando per gli alunni delle scuole secondarie di primo grado giornate di open day dell’istituto e visite mirate presso le scuole;
· Sostenere l’orientamento scolastico e professionale in uscita acquisendo informazioni sull’offerta formativa delle università e promuovendo specifici incontri con l’università Kore, con ordini professionali e con esponenti del mondo del lavoro.
· assicurare la continuità verticale tra la scuola secondaria primo grado e secondo ciclo prevedendo incontri programmati tra i docenti dei due cicli di d’istruzione ( Classi terminali e iniziali) e iniziative indirizzate all’accoglienza ed all’integrazione;
· progettare percorsi formativi curricolari ed extracurricolari finalizzati al successo scolastico in riferimento alle capacità di ogni allievo, sotto forma sia di interventi volti al sostegno/recupero che di percorsi di eccellenza;
· adottare un orario scolastico compatibile con l’esigenze degli studenti pendolari , introducendo anche eccezionalmente e secondo le normative vigenti, forme di riduzione oraria delle lezioni per causa di forza;
· curare la realizzazione dei progetti di ampliamento dell’offerta formativa -P.O.N. e P.O.R.- autorizzati;
· contrastare il fenomeno della dispersione scolastica mediante iniziative formative,educative, ludiche e di socializzazione, rivolte alle famiglie e agli alunni attraverso accordi di rete finalizzati a realizzare progetti relativi alle aeree a rischio sia ai sensi dell’art.9 del CCNL del personale della scuola che con altre fonti di finanziamento;
· sviluppare iniziative per migliorare ed intensificare il rapporto Scuola-Famiglie impegnando un docente con la specifica funzione strumentale e programmando momenti di maggiore coinvolgimento delle famiglie;
· promuovere, come sede di centro di europa club, iniziative finalizzate alla formazione di una cultura sopranazionale ed europea aderendo alla manifestazione federiciana ennese;
· attuare, nell’ottica delle linee guida ( D.P.R. 15 marzo 2010) anche in collaborazione con altre istituzioni e associazioni, iniziative, curricolari ed extra, di educazione alla legalità , alla salute, alla sicurezza, all’ambiente, alla conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale e della storia locale;
· costituire in via sperimentale, secondo le indicazioni previste dalla normativa di riordino degli istituti tecnici, i dipartimenti e il comitato tecnico scientifico paritetico composto da docenti ed esperti del mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca;
· riproporre tutte le iniziative educative e formative volte a promuovere il successo scolastico che negli anni precedenti hanno dato esiti positivi e riscontrato il gradimento delle famiglie;
· realizzare progetti di alternanza scuola lavoro, di tirocini formativi e di stage presso enti ed istituti disponibili a stipulare apposite intese con la scuola;
· proporre all’esterno, con la collaborazione dell’associazione Anap, ed altri eventuali enti proponenti, corsi di formazione per adulti nell’ambito della tradizione culinaria siciliana;
· promuovere occasioni di formazione ed aggiornamento dei docenti sulle innovazioni organizzative e metodologiche introdotte dalla norme di riordino della scuola tecnica,
· riproporre la costituzione del centro sportivo scolastico finalizzato all’organizzazione dell’attività sportiva ai sensi delle linee guida del MIUR
LA NUOVA ISTRUZIONE TECNICA
"Il rilancio della cultura tecnica e professionale - ha affermato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - è la migliore risposta della scuola alla crisi, perché favorisce la formazione del capitale umano necessario per il rilancio del made in Italy e perché consente una pluralità di scelte formative integrate con la formazione professionale regionale, in contrasto con i rischi di dispersione scolastica.
I nuovi regolamenti vanno in continuità con il già annunciato scopo di rilanciare e potenziare la formazione tecnica e professionale - ha ribadito il ministro - che ha già dato importanti risultati come un aumento del numero degli iscritti già per il prossimo anno, soprattutto nelle regioni con maggiore presenza industriale.
Recenti indagini dimostrano che esiste una domanda di tecnici che è esattamente il doppio dell'offerta (300.000 tecnici richiesti dalle imprese contro i 140.000 attualmente offerti). Iscriversi ai nuovi istituti tecnici e professionali consentirà ai giovani maggiori opportunità occupazionali e una riduzione dei tempi di transizione tra scuola, formazione e lavoro".Dall ’anno scolastico in corso, con l’ entrata in vigore del regolamento del 15 marzo 2010, la scuola , a partire dalle classi prime , introduce un nuovo impianto organizzativo.
Brevemente , di seguito, verrà presentato un quadro sintetico , diffuso dal MIUR, contenente indicazioni, commenti e aspetti salienti relativi alle novità previste dalla normativa di Riordino degli Istituti Tecnici come Scuole dell’Innovazione
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Attualmente in Italia gli istituti tecnici sono 1.800 suddivisi in 10 settori e 39 indirizzi.Le classi dei tecnici sono 40.307 frequentate da 873.522 alunni.
Con il nuovo Regolamento, invece, si è puntato a limitare la frammentazione degli indirizzi, rafforzando il riferimento ad ampie aree scientifiche e tecniche di rilevanza nazionale. Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazioni degli istituti tecnici confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento.
I nuovi istituti tecnici
La riforma mette fine alla frammentazione degli indirizzi e rafforza il riferimento ad ampie aree scientifiche e tecniche di rilevanza nazionale.
Gli istituti tecnici si dividono in 2 settori (Economico; Tecnologico) e 11 indirizzi.
L’orario settimanale sarà di 32 ore. Le ore di lezione dureranno 60 minuti.
Due indirizzi per il settore economico:
Amministrativo, finanza e marketing;
Turismo.
Nove indirizzi per il settore tecnologico:
Meccanica, meccatronica ed energia;
Trasporti e logistica;
Elettronica ed elettrotecnica;
Informatica e telecomunicazioni;
Grafica e comunicazione;
Chimica, materiali e biotecnologie;
Sistema moda;
Agraria e agroalimentare e industria;
Costruzioni, ambiente e territorio.
Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazioni confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento.
Struttura del percorso didattico
Il percorso didattico degli istituti tecnici è strutturato in:
- un primo biennio, dedicato all'acquisizione dei saperi e delle competenze previsti per l'assolvimento dell'obbligo di istruzione e di apprendimenti che introducono progressivamente agli indirizzi in funzione orientativa;
- un secondo biennio e un quinto anno, che costituiscono un complessivo triennio in cui gli indirizzi possono articolarsi nelle opzioni richieste dal territorio e dal mondo del lavoro e delle professioni;
- il quinto anno si conclude con l'esame di Stato. Le commissioni giudicatrici possono avvalersi anche di esperti.
Più ore di laboratorio
Il Regolamento prevede, inoltre, lo sviluppo di metodologie innovative basate sulla didattica laboratoriale, ovvero su una metodologia che considera il laboratorio un modo efficace di fare scuola in tutti gli ambiti disciplinari, compresi gli insegnamenti di cultura (per esempio Italiano e Storia).
Gli indirizzi del settore tecnologico hanno inoltre i seguenti spazi di insegnamento in laboratorio:
- 264 ore nel biennio;
- 891 ore nel triennio di cui 561 ore in terza e quarta e 330 ore in quinta.
Più autonomia e flessibilità dell'offerta formativa
I nuovi istituti tecnici sono caratterizzati da un'area di istruzione generale comune a tutti e due i percorsi e in distinte aree di indirizzo che possono essere articolate, sulla base di un elenco nazionale continuamente aggiornato nel confronto con le Regioni e le Parti sociali, in un numero definito di opzioni legate al mondo del lavoro, delle professioni e del territorio. Per questo, gli istituti tecnici avranno a disposizione ampi spazi di flessibilità (30% nel secondo biennio e 35% nel quinto anno) all'interno dell'orario annuale delle lezioni dell'area di indirizzo. Questi spazi di flessibilità si aggiungono alla quota del 20% di autonomia rispetto al monte ore complessivo delle lezioni di cui già godono le scuole. In questo modo possono essere recuperati e valorizzati settori produttivi strategici per l'economia del Paese (come, ad esempio, la plasturgia, la metallurgia, il cartario, le costruzioni aeronautiche ecc.)
Ore dedicate alle 2 aree:
AREA ISTRUZIONE GENERALE
AREA INDIRIZZO
Primo biennio
660 ore
396 ore
Secondo biennio e quinto anno
495 ore
561 ore
Più inglese
Inoltre sono state incrementate le ore dello studio della lingua inglese ed è stata prevista la possibilità di introdurre lo studio di altre lingue straniere.
Insegnamento di scienze integrateE' previsto l'insegnamento di scienze integrate, al quale concorrono, nella loro autonomia, le discipline di "Scienze della terra e biologia", di "Fisica" e di "Chimica", con l'obiettivo di potenziare la cultura scientifica secondo una visione sistemica.
Nuovi modelli organizzativi
Il Regolamento prevede l'introduzione di nuovi modelli organizzativi per sostenere il ruolo delle scuole come centri di innovazione, attraverso la costituzione di
- Dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti per un aggiornamento costante dei percorsi di studio, soprattutto nelle aree di indirizzo;
- l'istituzione di un Comitato tecnico-scientifico, con composizione pariretica di docenti ed esperti, finalizzato a rafforzare il raccordo sinergico tra gli obiettivi educativi della scuola, le innovazioni della ricerca scientifica e tecnologica, le esigenze del territorio e i fabbisogni professionali espressi dal mondo produttivo;
- la realizzazione di un Ufficio tecnico per migliorare l'organizzazione e la funzionalità dei laboratori e la loro sicurezza per le persone e per l'ambiente.
- monitoraggio e valutazione delle innovazioni anche in relazione alle indicazioni dell'Unione europea.
Rafforzato rapporto con il mondo del lavoro e delle professioni
Le norme introdotte hanno come obiettivo la creazione di un raccordo più stretto con il mondo del lavoro e delle professioni, compreso il volontariato e il privato sociale, attraverso la più ampia diffusione di stage, tirocini, alternanza scuola-lavoro.
I risultati di apprendimento previsti a conclusione degli istituti tecnici saranno definiti entro il 2009 con uno specifico decreto ministeriale, attraverso il più ampio confronto e il pieno coinvolgimento dei docenti, dei dirigenti e del personale degli istituti tecnici.
Per preparare l'applicazione del Regolamento sono previste misure di accompagnamento con attività di Informazione/formazione del personale scolastico sui contenuti della riforma e con una Campagna di informazione in relazione alle scelte per gli studenti e le famiglie per l'anno scolastico 2010/2011.--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Il profilo culturale, educativo e professionale degli Istituti Tecnici
L’identità degli istituti tecnici è connotata da una solida base culturale a carattere scientifico e tecnologico in linea con le indicazioni dell’Unione europea. Costruita attraverso lo studio, l’approfondimento, l’applicazione di linguaggi e metodologie di carattere generale e specifico, tale identità è espressa da un numero limitato di ampi indirizzi, correlati a settori fondamentali per lo sviluppo economico e produttivo del Paese. I percorsi degli istituti tecnici si articolano in un'area di istruzione generale comune e in aree di indirizzo. I risultati di apprendimento di cui ai punti 2.1, 2.2 e 2.3 e agli allegati B) e C) costituiscono il riferimento per le linee guida nazionali di cui all’articolo 8, comma 3, del presente regolamento, definite a sostegno dell’autonomia organizzativa e didattica delle istituzioni scolastiche. Le linee guida comprendono altresì l’articolazione in competenze, abilità e conoscenze dei risultati di apprendimento, anche con riferimento al Quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente (European Qualifications Framework-EQF). L’area di istruzione generale ha l’obiettivo di fornire ai giovani la preparazione di base, acquisita attraverso il rafforzamento e lo sviluppo degli assi culturali che caratterizzano l’obbligo di istruzione: asse dei linguaggi, matematico, scientifico-tecnologico, storico-sociale. Le aree di indirizzo hanno l’obiettivo di far acquisire agli studenti sia conoscenze teoriche e applicative spendibili in vari contesti di vita, di studio e di lavoro sia abilità cognitive idonee per risolvere problemi, sapersi gestire autonomamente in ambiti caratterizzati da innovazioni continue, assumere progressivamente anche responsabilità per la valutazione e il miglioramento dei risultati ottenuti. Le attività e gli insegnamenti relativi a “Cittadinanza e Costituzione” di cui all’art. 1 del decreto legge 1 settembre 2008 n. 137 convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2008 n. 169, coinvolgono tutti gli ambiti disciplinari e si sviluppano, in particolare, in quelli di interesse storico-sociale e giuridico- economico. I risultati di apprendimento attesi a conclusione del percorso quinquennale consentono agli studenti di inserirsi direttamente nel mondo del lavoro, di accedere all’università, al sistema dell’istruzione e formazione tecnica superiore nonché ai percorsi di studio e di lavoro previsti per l’accesso agli albi delle professioni tecniche secondo le norme vigenti in materia.
LA SCUOLA VERSO IL NUOVO ORDINAMENTO
Gli attuali corsi di ordinamento – corso IGEA , progetto SIRIO e Corso per GEOMETRI- confluiranno gradualmente , a partire dal corrente anno scolastico, solo per le classi prime , nel nuovo ordinamento, secondo la seguente modalità :
CORSO IGEA ( indirizzo giuridico economico aziendale) e PROGETTO SIRIO (Corso Serale) confluiscono nel settore economico, indirizzo AMMINISTRAZIONE, FINANZA E MARKETING
CORSO GEOMETRA confluisce nel settore tecnologico, indirizzo COSTRUZIONI, AMBIENTE E TERRITORIO
SETTORE ECONOMICO
indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing”
Profilo educativo, culturale e professionale dello studente
Il Diplomato in “Amministrazione, Finanza e Marketing” ha competenze generali nel campo dei macrofenomeni economici nazionali ed internazionali, della normativa civilistica e fiscale, dei sistemi e processi aziendali (organizzazione, pianificazione,
programmazione, amministrazione, finanza e controllo), degli strumenti di marketing, dei prodotti assicurativo- finanziari e dell’economia sociale. Integra le competenze dell’ambito professionale specifico con quelle linguistiche e informatiche per operare nel sistema informativo dell’azienda e contribuire sia all’innovazione sia al miglioramento organizzativo e tecnologico dell’impresa inserita nel contesto internazionale.
Attraverso il percorso generale, è in grado di:
- rilevare le operazioni gestionali utilizzando metodi, strumenti, tecniche contabili ed extracontabili in linea con i principi nazionali ed internazionali;
- redigere e interpretare i documenti amministrativi e finanziari aziendali;
- gestire adempimenti di natura fiscale;
- collaborare alle trattative contrattuali riferite alle diverse aree funzionali dell’azienda;
- svolgere attività di marketing;
- collaborare all’organizzazione, alla gestione e al controllo dei processi aziendali;
- utilizzare tecnologie e software applicativi per la gestione integrata di amministrazione, finanza e marketing.
Nell’articolazione “Relazioni internazionali per il marketing”, il profilo si caratterizza per il riferimento sia all’ambito della comunicazione aziendale con l’utilizzo di tre lingue straniere e appropriati strumenti tecnologici sia alla collaborazione nella gestione dei rapporti aziendali nazionali e internazionali riguardanti differenti realtà geo-politiche e vari contesti lavorativi.
Nell’articolazione “Sistemi informativi aziendali”, il profilo si caratterizza per il riferimento sia all’ambito della gestione del sistema informativo aziendale sia alla valutazione, alla scelta e all’adattamento di software applicativi. Tali attività sono tese a migliorare l’efficienza aziendale attraverso la realizzazione di nuove procedure, con particolare riguardo al sistema di archiviazione,
all’organizzazione della comunicazione in rete e alla sicurezza informatica.
A conclusione del percorso quinquennale, il Diplomato nell’indirizzo “Amministrazione, finanza e Marketing” consegue i risultati di apprendimento descritti nel punto 2.2 dell’Allegato A, di seguito specificati in termini di competenze:
1. Riconoscere e interpretare:
- le tendenze dei mercati locali, nazionali e globali anche per coglierne le ripercussioni in un dato contesto;
- i macrofenomeni economici nazionali e internazionali per connetterli alla specificità di un’azienda;
- i cambiamenti dei sistemi economici nella dimensione diacronica attraverso il confronto fra epoche storiche e nella dimensione sincronica attraverso il confronto fra aree geografiche e culture diverse.
2. Individuare e accedere alla normativa pubblicistica, civilistica e fiscale con particolare riferimento alle attività aziendali.
3. Interpretare i sistemi aziendali nei loro modelli, processi e flussi informativi con riferimento alle differenti tipologie di imprese.
4. Riconoscere i diversi modelli organizzativi aziendali, documentare le procedure e ricercare soluzioni efficaci rispetto a situazioni date.
5. Individuare le caratteristiche del mercato del lavoro e collaborare alla gestione delle risorse umane.
6. Gestire il sistema delle rilevazioni aziendali con l’ausilio di programmi di contabilità integrata.
7. Applicare i principi e gli strumenti della programmazione e del controllo di gestione, analizzandone i risultati.
8. Inquadrare l’attività di marketing nel ciclo di vita dell’azienda e realizzare applicazioni con riferimento a specifici contesti e diverse politiche di mercato.
9. Orientarsi nel mercato dei prodotti assicurativo- finanziari, anche per collaborare nella ricerca di soluzioni economicamente vantaggiose.
10. Utilizzare i sistemi informativi aziendali e gli strumenti comunicazione integrata d’impresa, per realizzare attività comunicative con riferimento a differenti contesti.
11. Analizzare e produrre i documenti relativi alla rendicontazione sociale e ambientale, alla luce dei criteri sulla responsabilità sociale d’impresa.
Nelle articolazioni: ”Relazioni internazionali per il marketing” e “Sistemi informativi aziendali”, le competenze di cui sopra sono differentemente sviluppate e opportunamente integrate in coerenza con la peculiarità del profilo di riferimento.
SETTORE ECONOMICO
INDIRIZZO AMMINISTRAZIONE, FINANZA E MARKETING
Discipline e quadro orario
SETTORE TECNOLOGICO
indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”
Profilo educativo, culturale e professionale dello studente
Il Diplomato nell’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”:
- ha competenze nel campo dei materiali, delle macchine e dei dispositivi utilizzati nelle industrie delle costruzioni, nell'impiego degli strumenti per il rilievo, nell'uso dei mezzi informatici per la rappresentazione grafica e per il calcolo, nella valutazione tecnica ed
economica dei beni privati e pubblici esistenti nel territorio e nell’utilizzo ottimale delle risorse ambientali;
- possiede competenze grafiche e progettuali in campo edilizio, nell’organizzazione del cantiere, nella gestione degli impianti e nel rilievo topografico;
- ha competenze nella stima di terreni, di fabbricati e delle altre componenti del territorio, nonché dei diritti reali che li riguardano, comprese le operazioni catastali;
- ha competenze relative all’amministrazione di immobili.
È in grado di:
- collaborare, nei contesti produttivi d’interesse, nella progettazione, valutazione e realizzazione di organismi complessi, operare in autonomia nei casi di modesta entità;
- intervenire autonomamente nella gestione, nella manutenzione e nell’esercizio di organismi edilizi e nell’organizzazione di cantieri mobili, relativamente ai fabbricati;
- intervenire nei processi di conversione dell’energia, del loro controllo, prevedere nell’ambito dell’edilizia ecocompatibile le soluzioni opportune per il risparmio energetico, nel rispetto delle normative sulla tutela dell’ambiente, redigere la valutazione di impatto
ambientale;
- pianificare ed organizzare le misure opportune in materia di salvaguardia della salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro;
- collaborare nella pianificazione delle attività aziendali, relazionare e documentare le attività svolte.
Nell’articolazione “Geotecnico”, il Diplomato ha competenze specifiche nella ricerca e sfruttamento degli idrocarburi, dei minerali di prima e seconda categoria, delle risorse idriche. Interviene, in particolare, nell'assistenza tecnica e nella direzione lavori per le operazioni di coltivazione e perforazione.
In particolare, è in grado di:
- collaborare nella conduzione e direzione dei cantieri per costruzioni in sotterraneo di opere quali tunnel stradali e ferroviari, viadotti, dighe, fondazioni speciali;
- operare con autonomia nella ricerca e controllo dei parametri fondamentali per la determinazione della pericolosità idrogeologica e geomorfologica, utilizzando tecniche di campionamento, prove in situ dirette, geofisiche ed in laboratorio, anche in contesti relativi alla valutazione di impatto ambientale;
- eseguire le operazioni di campagna ai fini della caratterizzazione di siti inquinati (minerari e non) e opera nella conduzione delle bonifiche ambientali del suolo e sottosuolo;
- applicare competenze nell’impiego degli strumenti per rilievi topografici e per la redazione di cartografia tematica;
- operare in qualità di responsabile dei lavori e della sicurezza nei cantieri minerari, compresi quelli con utilizzo di esplosivi.
A conclusione del percorso quinquennale, il Diplomato nell’indirizzo “Costruzioni, ambiente e territorio” consegue i risultati di apprendimento descritti nel punto 2.3 dell’Allegato A, di seguito specificati in termini di competenze:
1 - Selezionare i materiali da costruzione in rapporto al loro impiego e alle modalità di lavorazione.
2 - Rilevare il territorio, le aree libere e i manufatti, scegliendo le metodologie e le strumentazioni più adeguate ed elaborare i dati ottenuti.
3 - Applicare le metodologie della progettazione, valutazione e realizzazione di costruzioni e manufatti di modeste entità, in zone non sismiche, intervenendo anche nelle problematiche connesse al risparmio energetico nell’edilizia.
4 - Utilizzare gli strumenti idonei per la restituzione grafica di progetti e di rilievi.
5 - Tutelare, salvaguardare e valorizzare le risorse del territorio e dell'ambiente.
6 - Compiere operazioni di estimo in ambito privato e pubblico, limitatamente all’edilizia e al territorio.
7 – Gestire la manutenzione ordinaria e l’esercizio di organismi edilizi.
8 – Organizzare e condurre i cantieri mobili nel rispetto delle normative sulla sicurezza.
In relazione a ciascuna delle articolazioni, le competenze di cui sopra sono sviluppate coerentemente con la peculiarità del percorso di apprendimento
SETTORE TECNOLOGICO
INDIRIZZO COSTRUZIONI, AMBIENTE E TERRITORIO
Discipline e quadro orario
A partire dall’A.S. 2010/11, in seguito al’entrata in vigore della riforma degli Istituti tecnici, nei corsi di ordinamento , igea e geometra, che continuano ad esaurimento il loro funzionamento , per le classi seconde,terze e quarte, vengono apportate, come di seguito riportato, modifiche ai quadri orari previgenti al fine di ricondurre il monte ore settimanale ad un massimo di 32 ore. Resta immutato il quadro orario per le classi quinte. Gli insegnamenti, oggetto di riduzione oraria, vengono evidenziati con un asterisco.
QUADRO ORARIO MODIFICATO
CORSO I.G.E.A.
DISCIPLINE
CLASSI
Prove di esame
I
II
III
IV
V
Religione-Materia alternativa
1
1
1
1
1
Lingua e Letteratura italiana
5
4*
3
3
3
s.o.
Storia
2
2
2
2
2
o.
1 Lingua Straniera
3
3
3
3
3
s.o.
2 Lingua Straniera
4
3*
3
3
3
s.o.
Matematica ed Informatica
5
4*
0
0
0
s.o.
Matematica Applicata
0
0
4
3*
3
s.o.
Scienza della Materia
4
4
0
0
0
s.p.
Scienza della natura
3
3
0
0
0
o.
Diritto ed Economia
2
2
0
0
0
o.
Diritto
0
0
3
3
3
o.
Geografia generale ed economica
0
0
3
2
3
o.
Economia Aziendale
2
2
0
0
0
o.
Economia Aziendale e laboratorio
0
0
6*
8*
9
s.o.
Economia Politica
0
0
2*
2
0
o.
Scienze delle Finanze
0
0
0
0
3
o.
Trattamento testi e dati
3
2*
0
0
0
p.
Educazione Fisica
2
2
2
2
2
o.
Totale ore settimanali
36
32
32
32
35
LEGENDA: o.= orale s.= scritto s.o.= scritto e orale p.=pratica
QUADRO ORARIO MODIFICATO
CORSO GEOMETRA
DISCIPLINE
CLASSI
I
II
III
IV
V
Religione
1
1
1
1
1
Lingua e Letteratura italiana
5
5
3
3
3
Storia
2
2
2
2
2
Lingua Straniera
3
3
-
-
-
Matematica
5
4
4
3
-
Fisica
2
2
3
-
-
Scienze
4
4
-
-
-
Chimica
2
3
2
-
-
Disegno Tecnico
4
4
-
-
-
Economia
-
-
3
2
-
Tecnologia Rurale
-
-
3*
-
-
Estimo
-
-
-
2
5
Tecnologia delle Costruzioni
-
-
2
4
3
Costruzioni
-
-
3*
4
7
Topografia
-
-
4
7*
7
Elementi di Diritto
-
-
-
2
3
Educazione Fisica
2
2
2
2
2
Totale ore settimanali
30
30
32
32
35
PROGETTO SIRIO (corso serale)
Nella scuola è attivo già da alcuni anni il Corso Serale “Sirio” che rappresenta un valido supporto per quei lavoratori che desiderano migliorare la propria posizione professionale ed il proprio bagaglio culturale. Esso si articola su un orario ridotto ed è strutturato in base ad un sistema di crediti e debiti formativi che consente agli iscritti di non frequentare le lezioni delle discipline per le quali sia stato certificato un livello di competenza adeguato.
Crediti formativi per i corsisti del “Sirio”:
I crediti rappresentano il riconoscimento di competenze già possedute dagli studenti e acquisite in seguito a:
· studi compiuti e certificati da titoli conseguiti in Istituti statali o legalmente riconosciuti (crediti formali);
· esperienze maturate in ambito lavorativo o studi personali coerenti con gli indirizzi previsti dall’Istituto (crediti non formali).
Il riconoscimento dei crediti è automatico nella prima ipotesi mentre nella seconda occorre una valutazione da parte dei Consigli di classe sulla base di specifiche prove tese all’accertamento delle competenze dichiarate dall’utente.
L’attribuzione dei crediti in alcune discipline determina l’esonero dalla frequenza delle materie per le quali sono stati riconosciuti.
Il progetto SIRIO dell’I.I.S.”Duca d’Aosta” fa riferimento alla normativa vigente a livello europeo e nazionale.
La conferenza d’Amburgo del ’97, l’O.M. n.455/97, l’accordo Stato/Regioni/Enti locali del 2000, il memorandum della commissione europea 2000 rappresentano le tappe significative in materia di educazione per gli adulti.
La direttiva ministeriale 22/2001 traccia le linee operative e recita, tra l’altro, all’art.1 che i sistemi dell’istruzione, della formazione professionale e dell’educazione non formale devono concorrere alla riorganizzazione e al potenziamento della persona garantendo il diritto all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita e favorendo il pieno esercizio del diritto di cittadinanza.
FINALITÀ DEL CORSO
- garantire a tutti il diritto allo studio in qualsiasi momento della propria vita;
- qualificare giovani e adulti privi di professionalità aggiornata;
- valorizzare l’esperienza e le competenze di cui sono portatori gli studenti;
- consentire la riconversione professionale di adulti già inseriti in ambito lavorativo.
QUADRI ORARI SIRIO
BIENNIO COMUNE
DISCIPLINE
ORE SETTIMANALI
Tipi di
prove
1° ANNO
2° ANNO
Italiano
4
4
s.o.
Scienze storico-sociali
3
3
o.
Inglese
3
3
s.o.
Matematica
4
4
s.o.
Scienze integrate
3
3
o.
Francese
4
4
s.o.
Economia aziendale
2
2
s.o.
Trattamento testi
2
2
p.
TOTALE ORE
25
25
LEGENDA: o.= orale s.o.= scritto e orale p=pratico
TRIENNIO INDIRIZZO IGEA
DISCIPLINE
ORE SETTIMANALI
Tipi di
prove
3° ANNO
4° ANNO
5° ANNO
Italiano
3
3
3
s.o.
Storia
2
2
2
o.
Inglese
3
3
3
s.o.
Matematica
3
3
3
s.o.
Economia aziendale
8
9
9
s.o.
Diritto
3
3
2
o.
Economia Politica
3
2
3
o.
TOTALE ORE
25
25
25
INNOVARE L’ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA:
DIPARTIMENTI E COMITATO TECNICO SCIENTIFICO
Il Regolamento, sul riordino degli istituti tecnici, prevede l'introduzione di nuovi modelli organizzativi ( dipartimenti, comitato tecnico scientifico, ufficio tecnico. . ) per sostenere il ruolo delle scuole come centri di innovazione.In tale ottica, gli organi collegiali della scuola , a livello di sperimentazione, hanno approvato gli atti costitutivi, allegati al presente piano, di due nuovi organismi interni : i dipartimenti e il comitato tecnico scientifico. La finalità è quella di facilitare , attraverso i dipartimenti, i processi decisionali in seno al collegio dei docenti per un aggiornamento costante dei percorsi di studio, soprattutto nelle aree di indirizzo. Con l’istituzione del comitato tecnico scientifico , composto da docenti ed esperti,s’intende ,invece, consolidare il rapporto con il mondo del lavoro e delle professioni, cercando di coniugare gli obietti educativi –formativi della scuola, nell’ambito degli indirizzi tecnici attivati, con le esigenze economiche produttive del territorio e il fabbisogno delle professioni.
UN PATTO TRA I SOGGETTI DELLA SCUOLA
Il processo educativo, inteso come attività che tende a favorire il naturale processo di crescita di ogni giovane, vede la famiglia e la scuola come erogatori primari di formazione.
Al fine di realizzare un raccordo reale fra studenti, famiglie e istituzione scolastica, è apparso opportuno esplicitare in un “PATTO DI CORRESPONSABILITA’ TRA GENITORI, ALUNNI E SCUOLA” (allegato 1) i diritti e gli obblighi reciprocamente assunti dalle diverse componenti interessate al processo formativo, affinché ciascuno assuma reciproca consapevolezza delle proprie legittime aspettative e dei propri impegni .
Il patto di corresponsabilità, viene posto in essere mediante il P.O.F.
Assemblee dei Genitori e degli Studenti
Nella mediazione dei rapporti Scuola-Famiglie assume grande rilevanza la figura di “rappresentante dei genitori” eletto in seno ai Consigli di Classe.
Le elezioni dei rappresentanti dei Genitori costituiscono il primo momento di incontro tra Famiglie e Scuola, durante il quale, per meglio garantire la possibilità di un’effettiva fruizione del servizio, viene illustrato il P.O.F .
L’Istituto intende valorizzare il ruolo dei genitori rappresentanti che possono ampliare il livello di informazione e di coinvolgimento della generalità dei genitori e promuovere incontri per discutere di problematiche inerenti gli studenti.
Le assemblee degli studenti, oltre che occasione di crescita democratica e culturale, costituiscono la sede elettiva per la condivisione da parte degli allievi delle iniziative previste dall’Offerta Formativa dell’Istituto e per lo sviluppo della loro autonomia progettuale.
In base alla normativa vigente (D. Lgs. N.297 del 16 aprile 1994), è consentito lo svolgimento di un’assemblea di classe al mese per la durata di due ore, anche non consecutive. L’assemblea di classe viene concessa dalla presidenza su presentazione di richiesta, firmata dai rappresentanti di classe, corredata dall’ordine del giorno e dalla firma per nullaosta dei docenti interessati. Le assemblee di classe devono essere richieste almeno tre giorni prima della data prescelta.
L’assemblea di Istituto viene concessa su richiesta dei rappresentanti di istituto, corredata da ordine del giorno, e si articola a partire dalla prima ora di lezione.
Può essere richiesta la partecipazione di esperti di problemi sociali, culturali, artistici e/o scientifici alle assemblee di Istituto, previa autorizzazione del Consiglio di Istituto.
Dopo la registrazione delle presenze da parte dei docenti della prima ora, gli allievi si riuniscono nella sede concordata. Al termine dei lavori assembleari, gli allievi possono far ritorno alle proprie abitazioni.
La data concordata per lo svolgimento della assemblea di istituto deve essere comunicata alle classi ed ai docenti con almeno cinque giorni di preavviso.
Rapporti Scuola-Famiglie
Al fine di favorire il successo formativo e prevenire fenomeni di dispersione e abbandono, è auspicabile un continuo e proficuo interagire tra famiglie e scuola.
Oltre ai momenti di incontro istituzionali, è attiva nell’ambito della scuola la figura di un docente referente per i rapporti scuola-famiglia con il compito specifico di fungere da punto di riferimento per le famiglie che volessero discutere di problemi relativi all’ambito relazionale discente-docente e/o discente/discente, di agevolare l’opera di rilevazione degli indicatori di disagio (assenze, scarso profitto) da parte dei docenti coordinatori e di mettersi in contatto con i genitori di quegli allievi per i quali i docenti abbiano rilevato situazioni di particolari difficoltà.
Nella certezza della rilevanza del rapporto Scuola-Famiglie, da quest’anno si è stabilito di incrementare il numero dei docenti-funzione strumentale delegati a curare la continuità dell’interazione tra le due agenzie educative relativamente ai diversi aspetti della vita scolastica degli alunni dell’istituto.
Questi i momenti e gli strumenti di contatto previsti:
· Adozione di un libretto personale dello studente ove, oltre alle normali voci relative alla giustificazione delle assenze ed ai permessi di ingresso in ritardo o di uscita in anticipo, troveranno spazio anche la registrazione delle attività svolte dallo studente in orario extracurricolare e dei voti riportati dagli allievi nelle prove di verifica orali e scritte delle varie discipline. Ciò consentirà ai genitori di essere costantemente e tempestivamente informati sulla vita scolastica dei propri figli.
· Avvio, previo assenso dell’assemblea dei genitori e quelli previsti per legge, di informazioni on line sulla frequenza ed il profitto degli studenti.
· Colloquio con i genitori, dopo i Consigli di Classe convocati per la valutazione intermedia e finale del profitto degli allievi.
· Consigli di Classe cui partecipano i rappresentanti eletti dei genitori.
· Convocazione del Consiglio di Classe esteso a tutti i genitori, qualora si rilevino problemi di particolare gravità che coinvolgono tutta la classe.
· Ora di ricevimento in orario curricolare destinata da ciascun docente a colloqui con i genitori.
· Comunicazioni telefoniche alle Famiglie da parte del docente delegato a svolgere la funzione strumentale al P.O.F. “Monitoraggio e gestione delle modalità di frequenza (dal disagio alla dispersione ed all’integrazione)” [1], per informarli di eventi rilevanti nel percorso scolastico degli allievi.
· Comunicazioni scritte inviate ai Genitori, tramite gli alunni, dai docenti delegati a svolgere la funzione strumentale al P.O.F. “Informazione alle Famiglie sul rendimento scolastico e organizzazione degli IDEI per gli alunni” [2], per informarli delle iniziative relative alle modalità di recupero dei debiti formativi.
· Comunicazioni scritte inviate ai Genitori tramite il servizio postale, qualora sia stato impossibile mettersi in contatto con i Genitori in altro modo.
· Attivazione di un numero telefonico preferenziale (0935/531402) cui risponderà un delegato della Scuola, per permettere ai Genitori di mettersi in contatto tempestivamente con la Presidenza.
Sarà inoltre compito del Docente Coordinatore della classe mettersi in contatto con i Genitori di quegli allievi di cui si rilevassero particolari problemi o difficoltà.
L’AZIONE DIDATTICO -EDUCATIVA
Tutti gli interventi educativi tenderanno a creare nella classe un clima di fiducia riguardo alla possibilità di riuscita e di successo, attraverso modalità relazionali e comportamenti professionali rispettosi del vissuto degli studenti oltre che dei loro ritmi e stili di apprendimento.
L’attività didattica, formativa ed educativa mirerà quindi a:
· valorizzare le capacità e le abilità degli studenti;
· motivare alla partecipazione ed allo studio, evidenziando il valore formativo di ciascuna proposta didattica;
· coinvolgere lo studente anche attraverso la chiara indicazione di traguardi raggiungibili;
· utilizzare le lezioni frontali solo nei casi in cui esse risultino strettamente funzionali;
· privilegiare, ove possibile, le attività di laboratorio come momenti in cui si impara facendo;
· favorire il lavoro di gruppo;
· utilizzare il problem-solving come strategia funzionale a processi di apprendimento efficaci;
· ottimizzare l’utilizzo delle risorse scientifiche tecnologiche ed informatiche dell’istituto a fini didattici.
LA VALUTAZIONE
Oggetto di verifica e successiva valutazione per accertarne l’avvenuta acquisizione, saranno gli obiettivi operativi fissati in termini di sapere (conoscenze), di saper fare (competenze) e capacità (saper essere) all’interno delle unità didattiche o dei moduli per le singole discipline.
Considerato che il tipo di approccio metodologico adottato si basa essenzialmente sulla programmazione attraverso unità didattiche e/o moduli e che all’interno di essi assume particolare rilevanza il momento diagnostico per modificare in itinere il processo di insegnamento-apprendimento, si ritiene che sia di grande utilità il ricorso alla verifica formativa, che non comporta forme di classificazione in termini di voto.
La verifica sommativa, effettuata per classificare gli alunni, utilizza strumenti funzionali al tipo di obiettivo che si intende misurare e può quindi assumere forme differenziate in relazione alla diverse discipline o all’interno della stessa disciplina.
Soprattutto nel corso del triennio, oltre alle verifiche scritte ed orali di tipo tradizionale (interrogazione, tema,…) nelle varie materie vengono somministrate prove scritte, strutturate e non, secondo le diverse tipologie previste dalla normativa vigente per la terza prova degli esami di stato (quesiti a risposta singola e multipla, trattazioni sintetiche,…).
SETTORE ECONOMICO - indirizzo: Amministrazione, Finanza e Marketing e corso Sirio.
Tipo di verifica
Ital.
Sto.
Mat.
Ingl.
Franc.
Ec.
Az.
Geog.
Dir.
Ec. Pol.
Sc. Fin.
Sc. Nat.
Sc. Mat.
Tr.
Testi
Rel.
Interrogazione
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Trattazione Sintetica
X
X
X
X
Quesiti a risposta singola
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Quesiti a risposta multipla
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Test V/F
X
X
X
X
X
Cloze test
X
X
Problemi a soluz. Rapida
X
X
X
Casi pratici e professionali
X
X
X
X
X
X
Prod. Lingua straniera
X
X
Prod. Lingua italiana
X
X
X
X
X
Esercitazioni Pratiche
X
X
X
X
X
X
X
X
SETTORE TECNOLOGICO - indirizzo: Costruzioni, Ambiente e Territorio
Tipo di verifica
Italiano
Storia
Matematica
Inglese
Fisica
Scienze
Chimica
Dis.Tecnico
Economia
Tecn. Rurale
Estimo
Tecn. Costruz.
Costruzioni
Topografia
Interrogazione
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Trattazione Sintetica
X
X
X
X
Quesiti a risposta singola
X
X
X
X
X
X
X
Quesiti a risposta multipla
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Test V/F
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Problemi a soluzione rapida
X
X
X
X
X
X
X
Casi pratici e professionali
X
X
X
X
X
X
X
X
Prod. Lingua italiana
X
X
X
Esercitazioni Pratiche
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Per quanto riguarda la valutazione, criterio fondamentale è che essa perda il suo valore sanzionatorio per assumere la più appropriata connotazione di controllo di processi, al fine sia di diagnosticare e correggere errori rilevati nel percorso di apprendimento sia di indurre corretti comportamenti autovalutativi negli studenti.
La comunicazione agli allievi ed alle famiglie dei criteri di valutazione garantisce trasparenza, contribuendo così a migliorare il clima generale nelle classi, a rendere espliciti i rapporti tra docenti e studenti ed a rafforzare la motivazione ad apprendere.
Premesso che alla valutazione periodica e finale concorrono
· la progressione rispetto ai livelli di partenza,
· il livello medio della classe,
· il livello delle conoscenze acquisite e delle abilità raggiunte,
· gli elementi di tipo non cognitivo, quali la partecipazione al dialogo educativo, l’impegno nello studio, le potenzialità, le difficoltà relazionali ed i problemi di salute e di famiglia,
· l’acquisizione degli obiettivi comportamentali,
si riportano di seguito gli indicatori generali di valutazione
AREA COMPORTAMENTALE
· accettazione degli altri e della diversità;
· accettazione delle regole della vita associata;
· interazione positiva con strumenti, attrezzature ed ambiente;
· consapevolezza delle problematiche del mondo del lavoro;
· consapevolezza dei diritti/doveri propri e altrui;
· flessibilità nell’affrontare i problemi;
· consapevolezza delle proprie capacità e conoscenza delle norme relative ad un corretto sviluppo fisico.
AREA COGNITIVA
· capacità di comprendere messaggi verbali e non, cogliendo il punto di vista e le finalità dell’emittente nella comunicazione scritta ed orale;
· capacità di comunicare efficacemente, utilizzando in maniera appropriata i linguaggi specifici e/o settoriali ed i codici e registri di comunicazione;
· capacità di decodificare un testo scritto, cogliendone sia il significato globale che le informazioni specifiche;
· capacità di produrre testi scritti corretti, coerenti e coesi;
· capacità di consultare codici, manuali e dizionari;
· capacità di leggere carte geografiche e topografiche;
· capacità di acquisire informazioni e dati relativi alle singole discipline;
· capacità di elaborare i dati delle singole discipline;
· capacità di collegare i dati in ottica pluridisciplinare;
· capacità di effettuare scelte operative autonome, logiche e sequenziali.
· capacità di progettare e calcolare organismi strutturali in muratura;
· capacità di calcolare elementi semplici in cemento armato;
· capacità di formulare giudizi di valore in merito a beni, diritti e servizi;
· capacità di effettuare rilievi topografici plano-altimetrici;
In base a tali indicatori, sono stati definiti i criteri per la corrispondenza tra voti e livelli di conoscenze ed abilità esplicitati nella griglia di seguito riportata
Voto/10
CONOSCENZE
COMPETENZE
CAPACITA’
1
Nessuna
Nessuna
Nessuna
2
Gravemente errate, espressione sconnessa
Non sa cosa fare
Non si orienta
3
Conoscenze frammentarie e gravemente lacunose
Applica le conoscenze minime solo se guidato, ma con gravi errori
Compie analisi errate, non sintetizza, commette errori
4
Conoscenze carenti, con errori ed espressioni improprie
Applica le conoscenze minime solo se guidato
Qualche errore, analisi parziali, sintesi scorrette
5
Conoscenze superficiali, improprietà di linguaggio
Applica autonomamente le minime conoscenze, con qualche errore
Analisi parziale, sintesi imprecise
6
Conoscenze complete, ma non approfondite, esposizione semplice ma corretta
Applica autonomamente e correttamente le conoscenze minime
Coglie il significato, esatta interpretazione di semplici informazioni, analisi corrette, gestione di semplici situazioni nuove
7
Conoscenze complete, quando guidato sa approfondire, esposizione corretta con proprietà linguistica
Applica autonomamente le conoscenze, anche a problemi più complessi, ma con imperfezioni
Coglie le implicazioni, compie analisi complete e coerenti
8
Conoscenze complete, qualche approfondimento autonomo, esposizione corretta con proprietà linguistica
Applica autonomamente le conoscenze, anche a problemi più complessi, in modo corretto
Coglie le implicazioni, compie correlazioni con imprecisioni, rielaborazione corretta
9
Conoscenze complete con approfondimento autonomo, esposizione fluida con utilizzo del linguaggio specifico
Applica in modo autonomo e corretto, anche a problemi complessi, le conoscenze, quando guidato trova soluzioni migliori
Coglie le implicazioni, compie correlazioni esatte e analisi approfondite, rielaborazione corretta, completa e autonoma
10
Conoscenze complete, approfondite e ampliate, esposizione fluida con utilizzo di un lessico ricco e appropriato
Applica in modo autonomo e corretto le conoscenze anche a problemi complessi, trova da solo soluzioni migliori
Sa rielaborare correttamente e approfondire in modo autonomo e critico situazioni complesse
I risultati attesi derivanti dalla partecipazione degli allievi alle iniziative proposte dal P.O.F. sono strettamente connessi con la natura delle diverse attività e pertanto vanno dal raggiungimento degli obiettivi minimi programmati per gli alunni indirizzati agli interventi di sostegno, alla acquisizione di più ampie o approfondite competenze in vari settori per gli allievi che partecipino a corsi di potenziamento o ad attività complementari al curricolo. La partecipazione alle attività programmate dalla Scuola avrà tuttavia una ricaduta sulla valutazione.
Per gli allievi del biennio l’impegno profuso nelle iniziative proposte verrà valutato in termini di interesse e partecipazione al dialogo educativo; per gli allievi del triennio, in osservanza della normativa vigente in materia, esso contribuirà all’attribuzione del credito scolastico.
Il credito scolastico per le classi del triennio sarà attribuito in base alla tabella ministeriale “A” del Regolamento degli Esami di Stato: saranno considerati la media dei voti, l’assiduità nella frequenza scolastica, l’interesse e l’impegno nella partecipazione al dialogo educativo e alle attività complementari e integrative ed eventuali crediti formativi. Nel verbale di scrutinio sarà inserita la tabella che sintetizza gli elementi suddetti.
I nuovi punteggi di credito scolastico e il nuovo regime normativo dei debiti formativi di cui all’art.1 della legge 11 gennaio 2007 n.1 e al D.M. 42 del 22 maggio 2007 si applicheranno a tutti gli alunni del triennio.
DAL REGOLAMENTO SULLA VALUTAZIONE
L’ art.4 del D.P.R.22 giugno 2009 n. 122 - Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni – tratta specificamente della valutazione degli alunni nella scuola secondaria di secondo grado. La scuola dovrà attenersi alle indicazioni in esso espresse, pertanto di seguito, per una completa e puntuale informazione, si riporta l’intero contenuto del dispositivo previsto nei vari commi:
1. La valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe, formato ai sensi dell'articolo 5 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, e presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza. I docenti di sostegno, contitolari della classe, partecipano alla valutazione di tutti gli alunni, avendo come oggetto del proprio giudizio, relativamente agli alunni disabili, i criteri a norma dell'articolo 314, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. Qualora un alunno con disabilità sia affidato a più docenti del sostegno, essi si esprimono con un unico voto. Il personale docente esterno e gli esperti di cui si avvale la scuola, che svolgono attività o insegnamenti per l'ampliamento e il potenziamento dell'offerta formativa, ivi compresi i docenti incaricati delle attività alternative all'insegnamento della religione cattolica, forniscono preventivamente ai docenti della classe elementi conoscitivi sull'interesse manifestato e il profitto raggiunto da ciascun alunno.
2. La valutazione periodica e finale del comportamento degli alunni è espressa in decimi ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge. Il voto numerico è riportato anche in lettere nel documento di valutazione. La valutazione del comportamento concorre alla determinazione dei crediti scolastici e dei punteggi utili per beneficiare delle provvidenze in materia di diritto allo studio.
3. La valutazione dell'insegnamento della religione cattolica resta disciplinata dall'articolo 309 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, ed è comunque espressa senza attribuzione di voto numerico, fatte salve eventuali modifiche all'intesa di cui al punto 5 del Protocollo addizionale alla legge 25 marzo 1985, n. 121.
4. I periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro fanno parte integrante dei percorsi formativi personalizzati ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77. La valutazione, la certificazione e il riconoscimento dei crediti relativamente ai percorsi di alternanza scuola-lavoro, ai sensi del predetto decreto legislativo, avvengono secondo le disposizioni di cui all'articolo 6 del medesimo decreto legislativo.
5. Sono ammessi alla classe successiva gli alunni che in sede di scrutinio finale conseguono un voto di comportamento non inferiore a sei decimi e, ai sensi dell'articolo 193, comma 1, secondo periodo, del testo unico di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994, una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l'attribuzione di un unico voto secondo l'ordinamento vigente. La valutazione finale degli apprendimenti e del comportamento dell'alunno è riferita a ciascun anno scolastico.
6. Nello scrutinio finale il consiglio di classe sospende il giudizio degli alunni che non hanno conseguito la sufficienza in una o più discipline, senza riportare immediatamente un giudizio di non promozione. A conclusione dello scrutinio, l'esito relativo a tutte le discipline è comunicato alle famiglie. A conclusione degli interventi didattici programmati per il recupero delle carenze rilevate, il consiglio di classe, in sede di integrazione dello scrutinio finale, previo accertamento del recupero delle carenze formative da effettuarsi entro la fine del medesimo anno scolastico e comunque non oltre la data di inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo, procede alla verifica dei risultati conseguiti dall'alunno e alla formulazione del giudizio finale che, in caso di esito positivo, comporta l'ammissione alla frequenza della classe successiva e l'attribuzione del credito scolastico.
Inoltre, ai sensi dell’articolo 14 Co. 7 - Norme transitorie, finali e abrogazioni- del predetto decreto, a decorrere dal corrente anno scolastico ,data di entrata in vigore della riforma della scuola secondaria di secondo grado, si precisa che “ai fini della validità dell’anno scolastico, compreso quello relativo all’ultimo anno di corso, per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato. Le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, analogamente a quanto previsto per il primo ciclo, motivate e straordinarie deroghe al suddetto limite. Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale del ciclo.”
In riferimento alla possibilità di introdurre motivate e straordinarie deroghe al limite massimo di assenze ammissibili ai fini della validità dell’anno scolastico , il collegio dei docenti ha stabilito le seguenti deroghe:
· assenze documentate dovute a malattia ;
· assenze dovute a motivi personali e familiari documentati e ritenute valide dal dirigente scolastico.
· assenze ( max 1 mese e per gli allievi del corso serale ) dovute a fasi di addestramento e/o formazione professionale finalizzate all’inserimento lavorativo.
PROMUOVERE IL SUCCESSO SCOLASTICO
La consapevolezza che la Scuola deve, come sua missione istituzionale, promuovere sempre azioni educative “inclusive” e favorire il successo scolastico, ha indotto tutti gli operatori scolastici a:
§ rendere agevole l’inserimento degli alunni nelle classi e la frequenza;
§ promuovere le iniziative che favoriscano sia il recupero degli alunni con difficoltà di apprendimento sia la promozione delle eccellenze;
§ prestare attenzione alle inclinazioni degli studenti;
§ facilitare le eventuali scelte;
§ arricchire l’offerta formativa adeguandola anche al contesto socio-economico- culturale di riferimento.
Tra gli strumenti propedeutici all’attivazione del processo di formazione risultano essere punti fermi:
A – la formazione delle classi;
B – l’accoglienza e l’integrazione educativa;
C – Il recupero dei debiti formativi;
D – il potenziamento e la promozione delle eccellenze;
E – l’orientamento;
F - la progettazione formativa.
A - FORMAZIONE DELLE CLASSI
Per favorire la crescita umana e culturale degli alunni, la loro integrazione in un gruppo e garantire a tutti pari opportunità di successo scolastico, il Collegio dei Docenti ed il Consiglio di Istituto hanno deliberato di formare classi eterogenee per composizione ma omologhe. Pertanto, per la suddivisione degli alunni in macro gruppi e la successiva ridistribuzione all’interno delle classi, sono stati adottati i seguenti criteri:
· lingua o lingue straniere studiate alla scuola media, con certificazione del superamento dell’esame finale, ai sensi della normativa vigente;
· sesso;
· giudizio sintetico di valutazione rilevabile dall’attestato rilasciato dalla scuola media di provenienza;
· residenza anagrafica ;
· scuola media di provenienza;
· uguale distribuzione dei ripetenti;
· eventuali desiderata degli allievi e delle famiglie, quando essi non violino i criteri sopra citati .
B - ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE EDUCATIVA
Il passaggio dalla scuola media inferiore a quella superiore costituisce uno dei momenti di maggior disagio per gli adolescenti ed è pertanto opportuno che la scuola ponga in essere tutte le strategie necessarie per favorire l’integrazione dei nuovi iscritti nel nuovo contesto di appartenenza.
L’attività di accoglienza si propone di facilitare l’inserimento dei nuovi allievi nell’istituto e nelle classi, mirando a prevenire il fenomeno dell’abbandono.
Ad una visita guidata della scuola, seguiranno la presentazione del personale ed incontri con il Dirigente Scolastico ed i docenti . Una seconda fase vedrà i nuovi alunni impegnati in incontri con i colleghi più anziani allo scopo di arricchire la conoscenza dell’Istituto, creare un positivo clima relazionale fra gli studenti e instaurare atteggiamenti di “tutela” a favore dei più giovani da parte degli studenti anziani. Inoltre, al fine di ridurre il disagio da ambientazione e di formare gruppi coesi e motivati all’interno della classe, i docenti effettueranno interventi di tipo psico-sociale mirati alla integrazione fra gli allievi ed alla riduzione degli attriti tra microgruppi. Per favorire l'acquisizione di abilità trasversali aspecifiche propedeutiche al proficuo inserimento degli alunni nella programmazione curricolare e facilitare l'acquisizione di tecniche di apprendimento stabile, saranno attivati, su richiesta specifica dei consigli delle classi prime, all’inizio dell’anno scolastico, corsi di livello zero.
Questi interventi formativi ,combinati con quelli previsti dal piano integrato della scuola per lo sviluppo delle competenze chiavi, tenderanno, a rafforzare l’ area linguistica per il recupero e potenziamento delle abilità di comprensione di un testo e dell' abilità di lettura e l’ area logico-matematica, per il recupero e potenziamento dell'abilità di lettura e comprensione dei numeri e dell' abilità di calcolo numerico negli interi e nei frazionari.
La modalità di attuazione seguirà le seguenti fasi:
- raccolta dati attraverso l'identificazione, in sede di consiglio di classe e in base ai risultati dei test d'ingresso, degli alunni che necessitano di interventi per acquisire abil